lunedì 19 marzo 2012
spring is HERE.
si sente che lo svarione della primavera sta arrivando. e non sto parlando solo della simpatica vagonata di ormoni che non si sa se è più leggenda o realtà (o anche una scusa dietro il quale si nascondono viscidoni improbabili che tentano di impezzarti).
arriva marzo e...BUM!
cambia il tempo, le temperature svarionano e ti ritrovi a girare in via irnerio col cappotto-sciarpa alle 13 con 23 gradi e la sera tutta carica con la giacchettina-ballerine-emmofacaldo con il termometro che piomba verso gli under 10; ricominciano le lezioni e il caso vuole che tutto venga condito da un'incredibile botta di sonno che ti porta a girare come un zombie per casa, per la tua città, mentre cominci a collassare sul tavolino scricchiolante dell'aula magna-chessoio. poi arriverà l'ora legale a darci la botta finale.
tralasciando questi aspetti (tipici oggetti di discorsi over-60), il caldo ci riempe tutti di gggioia, ci proietta verso l'estate-ibiza-ciaograzie (ahimè qua parte un po' di malinconia), voglia di andare ai gardens (Giardini Margherita per i non-bolognesi), di frisbee e di svacco sull'erbetta frescafresca (qua partono anche le madonne di tutti gli allergici a graminacee e quant'altro).
ok dopo questo splendido manifesto dello svarione di marzo, faccio un piccolo salto indietro. sono ri-piombata su questo blog dopo 2 anni (un classico: la cosa nuova intrippa e poi ti stufa), con la promessa che diventerà un piccolo punto di riferimento per me e di condivisione con voi (che malauguratamente siete capitati qui) dei miei scazzi, di questi lampi di presunzione artistico-letteraria prodotti da due neuroni che accidentalmente si incontrano. a volte.
di roba ne è successa dall'ultima volta che ho scritto, e fa strano soprattutto che mi trovassi in quel punto della vita in cui non avevo nemmeno una vaga idea di cosa avrei fatto nel futuro. ora ce l'ho. piu o meno. e per fortuna oserei dire. ho sbattuto il muso contro diversi muri per capire bene ma ce l'ho fatta. e non posso fare altro che suggerire a chiunque (ma soprattutto ai pargoli neomaturati) di prendersi del tempo per pensarci bene, e prendersi del tempo anche per sbagliare, non importa. la cosa peggiore è obbligarsi a seguire una strada che non ci appartiene e allo stesso tempo è sconfortante a livelli cosmici il non sapere QUALE possa essere la nostra strada. e il ritrovarsi in una sorta di bolla sospesa nel nulla in attesa di un'epifania sconvolgente che ci illumini...fa schifo dopo un po'. lo so e l'ho provato.
il tempo risolve tutto.
soliti discorsi da babbiona saccente (e che quindi io forse non dovrei fare)? forse. ma un briciolo di "esperienza di vita" l'ho fatta, qualcosa ho imparato e mi sento di poter consigliare questo.
ok parentesi deprimente e alquanto contorta sul quanto possa essere difficile scegliere il futuro per noi (o almeno una parte) CHIUSA.
è incredibile quanto riesca a rendere tutto troppo tragggico. o sarà solo una mia impressione.
decisamente la primavera sta arrivando.
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